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Embrione
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L'mwbqembrione è il primo stadio dello mwbgsviluppo di un mwbworganismo mwcaeucariote mwcqdiploide. Negli organismi che si mwcgriproducono sessualmente, lo sviluppo embrionale è la parte del ciclo vitale che inizia subito dopo la fecondazione del gamete femminile da parte dello spermatozoo (o gamete) maschile. La risultante fusione di queste due cellule produce uno mwcwzigote unicellulare che subisce molte divisioni cellulari che producono molte nuove cellule.

Contents


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Definizione

In botanica

Le piante creano embrioni dopo la fecondazione di un mwfaovulo mwfqaploide da parte del polline. Il mwfgDNA dell'ovulo e del polline si combinano per formare uno zigote unicellulare diploide che si svilupperà in un embrione.

Lo zigote, che si dividerà più volte man mano che progredisce durante lo sviluppo embrionale, è una parte del mwgaseme. Altri componenti del seme includono l'endosperma, che è un tessuto ricco di sostanze nutritive che aiuteranno a sostenere l'embrione della pianta in crescita, e i tegumenti del seme, dei rivestimenti esterni protettivi. La prima divisione cellulare di uno zigote è asimmetrica, formando due cellule: una piccola cellula (la cellula apicale) e una grande cellula (la cellula basale). La cellula piccola apicale alla fine darà origine alla maggior parte delle strutture della pianta matura, come il fusto, le foglie e le radici. La cellula basale più grande darà origine al sospensore, che collega l'embrione all'endosperma in modo che i nutrienti possano passare tra di loro. Le cellule dell'embrione vegetale continuano a dividersi e progredire attraverso stadi di sviluppo chiamati per il loro aspetto generale: globulare, cuore e siluro. Nello stadio globulare si possono già riconoscere i tre mwgqsistemi tessutali delle piante (epidermico, di riempimento e vascolare).

Anche le piante che producono spore invece di semi, come le mwgwbriofite e le mwhafelci, producono embrioni.

Tutte le piante che creano embrioni sono indicate collettivamente come embriofite (o con il loro nome scientifico, Embryophyta). Questo, insieme ad altre caratteristiche, distingue le piante da altri tipi di organismi fotosintetici, come le alghe, che non producono embrioni.

In zoologia

Negli animali il termine embrione può avere significati leggermente diversi, riferiti allo sviluppo dell'organismo, a seconda dei diversi gruppi mwiatassonomici. In termini generali per tutti gli mwiqeumetazoi si parla di embrione per tutti gli stadi iniziali della divisione dello zigote. Spesso questi stadi si riferiscono ad un organismo non a vita libera e generalmente confinato nell'mwiguovo o in strutture ad esso assimilabili. Successivamente, l'organismo può assumere nomi specifici diversi, spesso generalizzati in mwiwlarva per tutti i non mwjacordati.

L'embrione dei mwlamammiferi placentati è definito come quell'organismo che si sviluppa partendo con il nome di mwlqzigote e mantiene il nome di embrione fino a quando lo sviluppo degli organi diviene completo al punto da includere tutti i diversi tipi di organi e tessuti presenti nell'organismo già nato: allora viene sostituito dal termine mwlgfeto. In effetti, in tutti i mammiferi placentati solo una parte dell'embrione originario – così definito – darà vita al feto. Una parte delle cellule embrionali, benché identiche a quelle precursori del feto, si svilupperanno in una struttura diversa formando la mwlwplacenta.

Embrione umano

Negli mwoaesseri umani l'uso del termine embrione viene talvolta posticipato dopo un certo numero di divisioni cellulari successive allo zigote, fino alla formazione del mwoqbottone embrionale all'interno della mwogblastocisti, cioè la differenziazione morfologica che permette di distinguere l'embrione dalla placenta. Una convenzione in uso è anche quella di definire come embrione l'organismo dopo che è avvenuto l'impianto nella mucosa uterina, evento che nella mwowdonna fa parte della mwpagravidanza dopo la fecondazione-concepimento. Le prime fasi di sviluppo dell'organismo umano (mwpqzigote, mwpgmorula, mwpwblastula, mwqagastrula) o alcune di esse a volte sono incluse nella definizione, altre volte no.

Una volta formatosi, lo zigote, che possiede un mwqggenoma completo, inizia ad assumere le caratteristiche dell'organismo umano. Sviluppa un mwqwmetabolismo basale, si rapporta con l'ambiente esterno, modificando le proprie risposte metaboliche in relazione a esso, si accresce e si rigenera, seppur dipendendo completamente dalla madre per quanto riguarda l'assunzione di mwranutrienti, gli scambi gassosi e la rimozione delle sostanze di scarto.

Al terzo giorno dal concepimento, la mwrgmorula è l'ultima unità a conservare la mwrwtotipotenza, dopodiché la differenziazione cellulare non permette più di ritornare a cellule totipotenti.

A partire dall'ottava settimana di gestazione il prodotto del concepimento prende il nome di mwsqfeto.

Bibliografia

• mwtqScott F. Gilbert, Biologia dello sviluppo, traduzione di Anna Maria Casali, 3ª ed., Bologna, Zanichelli, 2005, ISBN 88-08-07275-4.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itembrione, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) embryo / embryo (altra versione), su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereftreccani-embrioneEmbrione, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.